Spunti di riflessione



L’esperimento Navigator volge al termine, quantomeno nella durata inizialmente prevista. Il periodo di attività è stato caratterizzato dalla pandemia che ha inevitabilmente ostacolato e rallentato l’attività di assistenza tecnica alle Regioni che i Nav avevano come obiettivo. A distanza di poco più di venti mesi l’apporto fornito dalla “squadra” alle regioni è unanimemente riconosciuto come valido e determinante nel far sì che una riforma di carattere nazionale come il Reddito di Cittadinanza abbia avuto attuazione: ancora non completa, ancora non omogenea su tutto il territorio, fortemente condizionata da fattori esterni e imprevedibili, ma il percorso svolto fin qui non ha precedenti nella storia delle riforme progettate in Italia negli ultimi quarant’anni. Cosa siamo diventati, come possiamo definirci oggi? Certamente esperti nelle Politiche Attive del Lavoro ma non solo. Siamo una banda di personaggi con ognuno alle spalle diverse esperienze, diverse storie lavorative e esistenziali ma con qualche tratto in comune: abbiamo portato a termine (chi, i più giovani, in tempi recenti, altri, i più anziani, in tempi remoti) un percorso di studi completo con votazione piena. Siamo persone quindi che già da ragazzi sentivano il dovere di far bene, aiutati anche da facoltà intellettive eccellenti. E siamo una squadra, sappiamo collaborare e supportarci dall’estremo nord al meridione, ci conosciamo e abbiamo sviluppato delle metodologie di collaborazione semplici ed efficaci. E come tutti abbiamo necessità dello stipendio e del lavoro.In questi tempi di transizione (se vogliamo chiamarla ecologica facciamo pure, ma in realtà si tratta di una transizione che sconvolge l’economia, l’energia, il modo di vivere sociale azzerando e ridefinendo tutte le categorie tramite le quali abbiamo definito il mondo negli ultimi due secoli) non solo il Ministero del Lavoro ma genericamente il Governo Nazionale ha necessità di persone come noi, che siamo riusciti a vincere diffidenze e perplessità delle Regioni e a far decollare una riforma complicata. Possiamo fare tutto, l’abbiamo dimostrato. Catapultati nel mondo dei Centri per l’impiego ci siamo fatti riconoscere e accettare, fornendo supporto specialistico. Interpretazione delle norme, definizione di procedure, metodologie di lavoro adottate: tutte novità che hanno scosso profondamente gli uffici e sono servite da stimolo all’attività dei coordinatori e degli operatori. Da noi gli operatori e i coordinatori dei CpI hanno scoperto, vedendoci all’opera, l’approccio personalizzato alle persone che hanno necessità, hanno imparato o perfezionato le tecniche di trattamento dei dati, hanno mutuato nuove procedure e nuovi metodi di collaborazione. Abbiamo dato unità nazionale alla riforma del Reddito di Cittadinanza grazie al fatto di essere una squadra ben coordinata e sostenuta dal braccio operativo del Ministero del Lavoro, Anpal Servizi, vincendo gli ostacoli derivanti dalla competenza esclusiva delle Regioni con spirito di adattamento e capacità di persuasione. Riflettendo sui mesi di attività trascorsi ritengo che sia certamente importante il nostro contributo sull’attuazione della legge che ha istituito il Reddito di Cittadinanza ma vedo come non meno importante sia l’opera di armonizzazione sul territorio nazionale che siamo stati in grado di realizzare. Sentiamo dal nuovo governo (di emergenza, potrei definirlo) l’intento di rafforzare i ranghi della Pubblica Amministrazione con l’immissione di nuove figure, che siano al passo coi tempi e sappiano utilizzare le tecnologie. Sentiamo anche che queste figure devono essere reclutate con criteri diversi, rapidi e selettivi, che superino il tradizionale concorso pubblico fatto di prova scritta e prova orale. Condivido l’approccio. La procedura tradizionale infatti: 1) non può rispondere tempestivamente alle necessità di questi tempi, 2) non garantisce la selezione dei migliori, 3)non garantisce l’imparzialità nel giudizio (sul punto non mi pare sial il casi di dilungarmi: tracce trapelate in anticipo, frasi di apertura concordate per far sì che l’elaborato sia attributo al candidato, trattamenti preferenziali all’orale, carriere politiche specialmente a livello locale costruite sulle assunzioni del settore pubblico)La selezione dei Navigator, nonostante non sia rispondente agli attuali requisiti di legge per l’assunzione nel settore pubblico, ha ovviato a tutti gli inconvenienti dei concorsi tradizionali4)Bando del 24 aprile, prove svolte tra il 19 e il 20 giugno, graduatorie pubblicate il 24 Giugno, sessanta giorni dopo il bando: così si è ovviato ai tempi lunghi delle procedure, dannosi per il candidato che sta appeso e anche per l’amministrazione, che se ha bisogno di nuovi apporti ne ha bisogno subito;5)Ha garantito la selezione dei migliori, in quanto ha valutato i titoli per l’ammissione alla prova ed ha ammesso 20 candidati per ogni posizione da ricoprire. Il test è stato utilizzato nella sua forma corretta, cioè come strumento per valutare la capacità di comprensione di un testo, la capacità di riflessione, la cultura generale e non la preparazione specifica, che si impara solo sul campo;6) Ha garantito l’imparzialità, perché è stato effettuato su scala nazionale ma per colmare eventuali differenze territoriali le candidature e le graduatorie hanno avuto base provinciale. Garanzia di imparzialità è stata anche e soprattutto la tempestività: in poche settimane la macchina della raccomandazione non ha avuto il tempo di mettersi in moto. La esame delle risposte inoltre è avvenuto in maniera automatica e perciò oggettiva. Noi siamo qui, già stati selezionati con questo metodo e siamo la prova che il metodo funziona. Sperando in un rinnovo del contratto e aspirando a una doverosa stabilizzazione, siamo aperti e disponibili a supportare il governo nazionale nella realizzazione e attuazione di qualunque altro Piano Nazionale. Siamo diffusi, siamo una squadra, sappiamo imparare e trasmettere conoscenza


Sassari, 16 Marzo 2021 Dott. Enrico Soletta

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