Il mare dentro


Latifa ha 35 anni 3 tre figli, non è mai andata a scuola e non ha mai visto il mare. In realtà una volta il mare lo aveva attraversato, ma aveva 16 anni e quel mare faceva solo paura, la sua preoccupazione era solo quella di arrivare prima possibile dall'altra parte, per cercare una vita migliore in quel paese dove già viveva suo fratello. Per molti anni quella vita non le è sembrata tanto migliore di quella che faceva in Marocco, i soldi erano pochi, si doveva lavorare molto per portare qualcosa a tavola, e l'unico pensiero era arrivare in fondo alla settimana. Poi arrivato un marito, marocchino come lei, che però non riusciva a trovare un lavoro stabile, raccoglieva il ferro qua e là con un cugino, ma non bastava mai. Poi erano arrivati i figli, la necessità di crescerli, il lavoro diventava sempre meno, al centro per l'impiego dove andava tutte le settimane le dicevano che c'era la crisi e che anche per gli italiani era difficile. Così continuava a cercare, ma da sola non riusciva a leggere gli annunci che ogni tanto trovava: quel paese che anni prima l'aveva accolta sembrava non volerla più. Poi un giorno la mamma di un compagno di scuola del figlio più piccolo le dice che c'è qualcosa di nuovo, che lo Stato ha deciso di aiutare le persone come lei che non riescono ad andare avanti: si chiama reddito di cittadinanza, bisogna andare in un ufficio in cui ti possono aiutare a chiederlo, se ancora fai fatica a capire tutte quelle lettere e quei numeri. Lo chiede, lo ottiene, e la sua vita per una volta sembra cominciare ad andare meglio. Un giorno le telefona un signore gentile (non capisce bene chi è, forse è un marinaio perché parla di navigare… ) che le fa un sacco di domande sulla sua vita e le chiede di incontrarsi per provare a capire insieme come migliorarla. Le parla di un corso di italiano in cui si può imparare finalmente anche a leggere quella che ormai la sua seconda lingua, l'aiuta a trovare un piccolo lavoro nelle pulizie con cui finalmente può sentirsi autonoma, comprarsi degli occhiali nuovi, prendere delle matite nuove per i bambini. Latifa impara a leggere e scrivere, il suo piccolo lavoro continua ma fortunatamente il reddito di cittadinanza c'è ancora, e un po' meno prima ma non importa, adesso sa che può riuscire di nuovo ad aiutare la sua famiglia, magari facendosi aiutare da quel signore si può trovare anche qualcosa di più ….Passano i mesi, il lavoro aumenta ed anche il marito grazie a quel signore gentile ha trovato un posto come facchino in una cooperativa, adesso lavora tutti i giorni e porta a casa lo stipendio. Un giorno quel signore riceve una telefonata, è Latifa: lo vuole ringraziare, perché la sua vita adesso ha ripreso le speranze che aveva a 16 anni quando aveva attraversato il mare. Non ha più bisogno del reddito di cittadinanza, non ha fatto più la domanda, ma vorrebbe ancora poterlo chiamare se magari c’è qualcosa che non riesce a capire da sola: ora può mandargli anche una mail, l’ha imparato a fare con lui. “Allora ciao, ci sentiamo presto… ah, domenica andrò al mare con i miei figli per la prima volta, ma niente barca stavolta, solo palette e secchielli, voglio che a loro non faccia paura, e che pensino che questa è la loro casa.”


Contributo di Leonardo Piva

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