Noi ci siamo

Cantava De Gregori: “la storia non si ferma davvero davanti a un portone, la storia entra dentro le stanze, le brucia, la storia dà torto e dà ragione. La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere, siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere”. Credo che questi pochi versi ben si adattino ad A.N.NA. Siamo riusciti in un risultato quasi miracoloso: riuscire a riprendere le redini di una narrazione feroce, nociva, iniqua, senza che nessuno ci difendesse e abbiamo fatto aprire gli occhi. Ci siamo battuti come leoni, attenti alle autorizzazioni Anpal, alle domande tendenziose dei giornalisti, ai piccoli particolari che potevano generare confusione o malintesi. Ricordo ancora quel titolo infausto: “ecco il sindacato dei Navigator” e noi così apprensivi, subito una secca smentita, la paura a confrontarsi con i colleghi a cui dovevamo spiegare chi eravamo, come volevamo lavorare, quali progetti pensavamo di mettere in campo. Riunioni su riunioni, tantissimi Navigator con cui ci siamo confrontati. Alcuni e alcune ci hanno dato fiducia subito, altri li abbiamo convinti nel percorso, altri ancora si sono aggiunti nell'ultimo periodo, a molti altri ancora dobbiamo e vogliamo accoglierli nei prossimi mesi. La prima intervista pubblicata (la prima in assoluto è stata per l'Espresso e non ha mai trovato purtroppo spazio) dell'Associazione è stata su Repubblica con Valentina Conte: un'interlocutrice difficile, che fino ad allora aveva parlato male di noi. Ricordo il contatto su twitter,