Contest letterario "Navigator (a vista)"

I risultati del contest 

È così strano poter scrivere queste righe.

Quando l’ufficio stampa di Anpal Servizi mi chiese di redigere un breve testo su un incontro di pregio intercorso con i miei utenti, pensai che tanti altri colleghi e colleghe avrebbero avuto storie altrettanto e ancor più intense da raccontare, e penne certamente più agili per metterle sulla carta.

Quella banale richiesta ispirò l’intuizione che l’idea di un contest letterario sarebbe stata un’occasione perfetta non solo per permettere alla stampa, all’opinione pubblica, agli attori che gravitano attorno alle politiche del lavoro di conoscere meglio la figura del navigator, ma anche di conoscerci tra noi.

Oggi posso dire che quell’intuizione ci ha regalato queste storie, e molto altro ancora.

Ci ha uniti dal nord più remoto al sud più profondo, nelle differenze dettate dalle Convenzioni regionali e dalla cultura e dagli umori individuali; ci ha uniti nella passione e nello scoramento che sempre ci accompagnano nello svolgimento del nostro lavoro. A molti, spero, ha ricordato che non siamo atomi in un universo caotico, ma sinergie di uno stesso grande progetto: quello di scardinare la mentalità retrograda che vuole uomini e donne realizzati nella società del lavoro, riscoprendo quell’umanità che desidera uomini e donne degni di far parte del corpo sociale con e senza lavoro.

Le contraddizioni del nostro tempo rispettano pienamente la legge dell’entropia: la complessità del quotidiano è crescente, e non si torna indietro. Si vogliono riconoscere meriti a chi studia, ma lo si rimprovera se quello studio lo ha condotto a svolgere un’attività professionale quantomeno appagante; ci si riempie la bocca di motti solidaristici, giudicando al contempo quelle fasce ai margini della società.

Le nostre storie non hanno e non producono norma, sono senza direzione: ciascuno può leggervi ciò che vi vuole, indossando le lenti di kantiana memoria che desidera. Ma hanno un grande pregio: sono vere. E più contraddittorie risulteranno al lettore, più rispecchieranno la verità di questa nostra realtà complessa e multiforme.

Il contest letterario “Navigator (a vista)” aveva il solo scopo di dare voce ad una categoria professionale denigrata e deformata dagli attacchi mediatici e nell’ingenua inconsapevolezza dell’opinione pubblica, ma ha prodotto tanti più risultati di quanti non ne desiderassimo.

Il titolo palesa la volontà di portare a galla le reali attività che svolgiamo dentro e fuori i Centri per l’Impiego, denunciando al contempo la navigazione “a vista” di una categoria professionale precaria per contratto e per mansioni, flessibile per definizione, costretta a reinventarsi ogni giorno per andare incontro ai flussi procedurali e operativi che sempre mutano quando si è alle prese con una misura nuova e vasta quale è il Reddito di Cittadinanza.

Sessantasei i contributi pervenuti all’Associazione, a copertura della quasi totalità delle regioni in cui operiamo. Incontri con l’utenza, rapporti con gli operatori regionali, riflessioni acute sulle mansioni dei navigator, sugli applicativi, sul mercato del lavoro e sulle politiche attive ad esso correlate: da oggi è possibile conoscere tutto ciò grazie alla raccolta unitaria dei vostri racconti, pubblicata sul sito dell’associazione A.N.NA. a beneficio di tutti.

Nel prossimo futuro prepareremo l’introduzione, la prefazione e la strutturazione dei migliori contributi per lavorare al documento da indirizzare all’azienda per cui collaboriamo e agli organi di stampa, e per curare la pubblicazione cartacea. I tre vincitori del contest, votati ad insindacabile giudizio della giuria, hanno saputo scovare le parole giuste per raccontarsi e raccontarci nella nostra quotidianeità lavorativa.

Questo è stato, ed è, “Navigator (a vista)”: decine di soci dell’Associazione Nazionale NAvigator al servizio di questo progetto, e altrettanti colleghi e colleghe desiderose di dare un contributo regalandoci le proprie condivisioni sull’utenza, sulle riflessioni più acute e le speranze più intime di chi non crede, ma sa, che questo lavoro può fare la differenza.

Una giuria composta da cinque personalità strettamente legate al mondo accademico e dell’editoria, che ci ha dedicato la propria attenzione ed il proprio preziosissimo tempo per leggere, analizzare, valutare ogni racconto.

Un uomo che mi ha subito ispirato l’appellativo di “intellettuale dal lucido entusiasmo”, Domenico De Masi, che introdurrà l’antologia finale frutto del vostro e del nostro lavoro.

Ed io, che non sono nessuno, ma che ho avuto il privilegio di leggere, discorrere, conoscere tutti e tutte voi.

Grazie, grazie, grazie.

 

Giulia Elisa Martinozzi

Navigator presso il CPI di Roma - Torre Angela

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